L'influenza della televisione sul mondo dello sport

I contratti milionari e gli stipendi esorbitanti di alcuni calciatori sono sempre in prima pagina sui media sportivi. Qual è l'influenza della televisione sul mondo dello sport?
L'influenza della televisione sul mondo dello sport

Ultimo aggiornamento: 17 agosto, 2020

Probabilmente abbiamo tutti un certo grado di consapevolezza della grande infuenza che i media hanno sulla società. Lo sport è ben lungi dall’essere un’eccezione e, anno dopo anno, è sempre più sotto gli occhi di tutti la crescente influenza dei social network e della televisione sul mondo dello sport.

Quando parliamo dell’impatto dei media, non ci riferiamo solo alla diffusione su larga scala di competizioni e notizie sportive, ma anche alla trasmissione dei dettagli della vita privata e professionale degli atleti, per non parlare dei pronostrici e delle anticipazioni sulla loro carriera.

Basta dare uno sguardo ad un programma televisivo o ad un sito web per percepire l’elevatissimo grado di esposizione a cui sono sottoposti gli atleti. Soprattutto se parliamo di discipline come il calcio o il pugilato, i cui protagonisti diventano delle vere e proprie celebrità.

La televisione ha democratizzato l’accesso al mondo dello sport

È chiaro che l’influenza della televisione sul mondo dello sport non è stata solo negativa. Al contrario: la presenza degli apparecchi televisivi nelle case degli italiani a partire dagli anni del boom economico ha permesso a milioni di persone di partecipare per la prima volta ad un evento sportivo.

Diversi anni dopo, un fenomeno simile, ma molto più radicale, è esploso con la globalizzazione e con Internet. Il rapporto dello spettatore o del tifoso con lo sport sarebbe cambiato per sempre con la creazione dei social network.

Per la prima volta nella storia, è possibile partecipare e interagire in tempo reale con altri utenti e aziende provenienti da tutto il mondo. Le trasmissioni sportive non consistono più in un cronista attivo che racconta un evento ad un utente passivo.

Oggi, con la diffusione capillare dei social network e delle piattaforme online, questa relazione da verticale è diventata interattiva. Gli eventi vengono trasmessi in diretta e gli spettatori possono commentarli liberamente, scambiare opinioni e persino criticare la trasmissione ufficiale.

Democratizzare per abbattere le barriere

La democratizzazione condotta dalla penetrazione dei media digitali e della televisione nel mondo dello sport va oltre la trasmissione in diretta delle competizioni. Si tratta di permettere a migliaia di persone di entrare in contatto con modalità sportive che magari non ci sono nella loro città.

Democratizzare lo sport significa renderlo alla portata di tutti. Infatti, grazie alla loro potenza e invasività, la televisione e Internet possono aiutarci a superare le barriere sociali, geografiche e socioeconomiche che separano il mondo dello sport.

Social network e sport: che relazione esiste

Grazie alla televisione, è possibile creare le basi necessarie affinché tutti i cittadini abbiano la possibilità di praticare l’attività fisica. Allo stesso modo, i giovani devono potersi dedicare professionalmente allo sport, ricevendo il giusto sostegno da parte dello Stato per la loro formazione.

Internet e la televisione sono molto utili anche per indagare sulle questioni poco chiare campo sportivo. In questo senso, non mancano degli esempi di casi di corruzione sgominati grazie all’intervento dei media.

La televisione nello sport: quando inizia a essere pericolosa?

Tuttavia, è impossibile ignorare che l’influenza della televisione sullo sport ha avuto anche degli effetti negativi. Soprattutto se pensiamo al giornalismo sensazionalistico e di intrattenimento, il cosiddetto gossip.

Non parliamo solo degli scandali sulla vita personale degli atleti, che hanno poco a che fare con il mondo dello sport. Ci riferiamo anche all’imposizione di parametri di successo e performance sportiva che possono portare a conseguenze terribili sulla salute fisica e psicologica degli atleti.

Spesso gli atleti sono influenzati sia fisicamente che emotivamente dall’imposizione di standard e aspettative provenienti dall’esterno. Questo perché la televisione e i media in generale cercano di motivarli a perseguire determinati ideali estetici, familiari, personali, professionali e sentimentali, invadendo inevitabilmente la loro vita privata.

Il problema principale è che, per molti di noi, questi standard sono irraggiungibili. Cercare di raggiungerli “a tutti i costi” può portare il nostro corpo e la nostra mente all’esaurimento.

Tre uomini che guardano una partita di calcio.

Rispettare la privacy degli atleti

Gli atleti professionisti praticano delle attività che richiedono un grande sacrificio fisico e psicologico. Inoltre convivono con la pressione di sapere di essere destinati a una carriera di breve durata.

La televisione amplifica ogni aspetto della loro vita, che si tratti di fallimenti o di trionfi. La portata internazionale degli eventi e delle competizioni sportive fa sì che le loro azioni vengano giudicate da milioni di persone.

Tutti si sentono in ​​diritto di avere un’opinione sulla loro vita personale, semplicemente leggendo o ascoltando una notizia. Gli appassionati di sport talvolta possono essere davvero crudeli nei loro confronti.

Naturalmente, gran parte di questa responsabilità ricade sui club e sulle organizzazioni sportive. Ma gli appassionati di sport hanno il dovere di rispettare la privacy degli atleti senza sottoporli ai pregiudizi mediatici.

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