Gli insuccessi della McLaren durante gli ultimi anni in F1

Sono finiti gli anni di gloria di Senna, Prost e Hakkinen. Oggi, gli insuccessi della scuderia McLaren sono una nube su un passato memorabile.

Ultimo aggiornamento: 21 febbraio, 2020

Per una scuderia con una storia costellata di successi nelle corse automobilistiche, e specialmente in Formula 1, gli insuccessi della McLaren durante gli ultimi anni hanno attirato molta attenzione. Come mai la scuderia britannica ha perso così tanto terreno?

La McLaren Racing Limited è una scuderia con una lunga storia di successi in F1. Pensate che è la seconda scuderia con il maggior numero di vincitori – oggi 12, l’ultimo nel 2008, con Lewis Hamilton – e la terza con il maggior numero di titoli nel campionato costruttori – ne vanta 8, l’ultimo nel 1998.

È anche fra quelle con il maggior numero di presenze nella storia della Formula 1, categoria in cui ha debuttato nel 1966, al Gran Premio di Monaco. In tutto questo tempo, ha ottenuto un totale di 182 vittorie, 155 pole position e 391 podi. Come se ciò non bastasse, ha ottenuto l’uno-due in 47 gare.

Tuttavia, gli ultimi anni non sono stati positivi per questa scuderia storica. Ecco una carrellata degli insuccessi della McLaren durante gli ultimi anni in Formula 1.

L’età d’oro della McLaren

Il momento migliore per la McLaren è stato a metà degli anni ottanta ed è durato circa dieci anni. In quel periodo, grandi piloti sedevano sulle sue auto, che erano bianche e rosse all’epoca: Ayrton Senna, Alain Prost e Niki Lauda per nominarne alcuni.

Dal 1984 al 1991, la McLaren ha conquistato sette degli otto campionati piloti disputati. Inoltre, ha vinto sei titoli costruttori nello stesso periodo.

Negli anni novanta emerse la figura di Michael Schumacher – prima per la Benetton e poi per la Ferrari – e la McLaren ottenne solo due consacrazioni: nel 1998 e nel 1999, per mano del finlandese Mika Hakkinen. Durante il primo di quei due anni fu anche la scuderia campione, ma nel 1999 sarebbe iniziato il dominio incontrastato della Ferrari.

Ci sono voluti dieci anni, per la scuderia britannica, per ottenere un nuovo titolo. Fu raggiunto da un connazionale, l’inglese Lewis Hamilton, dopo aver battuto il brasiliano Felipe Massa della Ferrari di un solo punto. Ancora una volta, il Cavallino Rampante si aggiudicava il podio.

La stagione 2007 si è dimostrata promettente per quanto riguarda i risultati, dato che il team di Ron Dennis ha vinto 6 fantastici premi.

Tuttavia, uno scandalo di spionaggio tra la Ferrari e la McLaren ha sporcato la campagna, sebbene non ci siano state sanzioni da parte della FIA. Inoltre, i problemi tra Fernando Alonso e Hamilton hanno iniziato a generare non pochi disagi all’interno della squadra.

L’inizio degli insuccessi della McLaren

Lungi dall’essere una svolta per la rinascita della scuderia, quel 2008 ha significato solo una breve parentesi tra gli insuccessi della McLaren nel decennio successivo. Dal 2010, Sebastian Vettel e Red Bull hanno dominato la categoria per quattro stagioni; successivamente, già nell’era ibrida, Hamilton fece lo stesso con la sua Mercedes.

Che cosa è successo alla scuderia britannica in queste stagioni? Nel 2010 si è classificata seconda nel campionato piloti, grazie alle cinque vittorie ottenute da Button e Hamilton quell’anno.

In seguito, ci furono dei risultati simili: sei vittorie di squadra, ma ancora maggiore distanza con il campione, Mercedes; Button era secondo tra i piloti, ma sempre lontano da Vettel.

Nel 2012, nel frattempo, la McLaren registra sette vittorie, ma rimane terza nel campionato costruttori. A partire dal 2013, nonostante la permanenza di Button e il ritorno di Alonso, la squadra non si riprende: il miglior risultato è stato un quinto posto nel campionato di quella stagione. Da allora, gli insuccessi si susseguono uno dietro l’altro.

Cambiamenti nei fornitori di motori

Durante tutto questo tempo, la McLaren ha cambiato più volte il marchio del motore. Negli anni ottanta usava i motori TAG, anche se dal 1988 avrebbe trovato il suo alleato ideale in Honda.

Dal 1995 al 2009, la McLaren ha utilizzato motori Mercedes; in seguito, il marchio tedesco divenne indipendente, sebbene continuò a produrre motori per il team di Dennis fino al 2014.

L’anno seguente è quello dell’atteso ritorno della Honda, che purtroppo non fu un successo come tutti si aspettavano e non mise fine agli insuccessi della McLaren: troppi abbandoni e scarsa affidabilità. Dal 2018, il marchio francese Renault fornisce le unità di potenza a questa scuderia.


Gli insuccessi della McLaren: statistiche sui tempi migliori

Per comprendere l’entità del fallimento di una scuderia così importante, vale la pena di rivedere alcune dei suoi tempi migliori nella competizione automobilistica più importante del mondo, la Formula 1:

  • Presenze: David Coulthard è il pilota con il maggior numero di gare a bordo di una McLaren, in tutto 150. È seguito da Jenson Button, con 137 partecipazioni.
  • Vittorie: il campione assoluto di questa scuderia è la leggenda Ayrton Senna, con 35 podi.
  • Podi: Alain Prost, un altro pilota storico, è quello che è salito più spesso sul podio con i colori della McLaren: ben 63 occasioni.

In breve, la situazione appare piuttosto complicata: non è facile che questo gigante si riprenda a breve termine, dal momento che Mercedes, Ferrari e Red Bull detengono un dominio quasi imbattibile. Tuttavia, i fan del team sperano nella creazione di auto più competitive che aiuterebbero a riguadagnare la gloria di un tempo.

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