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Allenare la mente per migliorare le prestazioni: si può?

Gli atleti che hanno una buona padronanza delle attività cognitive di solito sono anche i migliori nelle loro discipline. Il corpo è un tutto e il legame tra mente e corpo nutre le due entità separatamente.

Allenare la mente per migliorare le prestazioni: si può?

Ultimo aggiornamento: 19 dicembre, 2019

Allenare la mente per migliorare le prestazioni: si può? La riposta è sì. Ogni volta che si verifica un gesto sportivo, l’emissione di quell’ordine avviene nel cervello. Se applichiamo ripetutamente compiti mentali e progrediamo nella loro complessità, il corpo migliorerà i suoi legami neurali. In questo modo, l’attività cerebrale migliora e può essere diretta verso le prestazioni fisiche.

Funzionamento degli ordini cervello-corpo

Prima e dopo ogni movimento umano, il cervello realizza milioni di calcoli. Questi calcoli sono collegati alla sua capacità di prevedere l’azione. Ogni volta che ripetiamo un gesto sportivo, forniamo informazioni al cervello e alla sua memoria. In questo modo è possibile perfezionarlo.

Il ruolo di sensi come la vista o il tatto è fondamentale in questo sistema. Pertanto, ogni allenamento, esercizio o attività aumenta la nostra esperienza prima di future ripetizioni dello stesso atto.

La connessione tra il cervello e i muscoli per eseguire le azioni è stabilita nei motoneuroni, attraverso una complessa rete di nervi. Proprio la capacità di muoverci ci ha portato ad evolvere e sopravvivere come specie.

Allenare la mente per migliorare le prestazioni

Secondo degli studi effettuati sugli atleti professionisti, coloro che possiedono un dominio maggiore di attività cognitive come leggere, scrivere e studiare sono quelli che ottengono i migliori risultati nello sport.

Queste persone non solo hanno ottenuto una condizione fisica migliore, ma hanno lottato di più per provare emozioni positive giorno dopo giorno ed affrontare l’esercizio fisico in modo ottimista.

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Detto questo, possiamo concludere che un atleta che sviluppa capacità cognitive parallele alle capacità motorie subisce un trasferimento positivo durante lo svolgimento di queste attività sportive.

Proposte per allenare la mente

Le attività per raggiungere questo obiettivo sono innumerevoli: giocare a un videogioco, leggere, scrivere o memorizzare delle cose in modo schematico. Queste attività sono favorevoli anche per lo sviluppo di abilità artistiche come dipingere o costruire oggetti.

È consigliabile avere un hobby in parallelo all’attività sportiva: noterete i benefici quando lo praticate di nuovo. Naturalmente, è importante evitare il più possibile che le nuove tecnologie svolgano tali attività al posto vostro.

Immaginate ad esempio l’uso del GPS. Il nostro cervello non memorizza più i percorsi né è predisposto ad eseguire processi mentali finalizzati a tale scopo grazie a questi dispositivi. Bisogna fare attenzione, perché non stimolare l’intero cervello e i suoi processi mentali porta al deterioramento, sia mentale che fisico.

Il sistema dei doppi compiti per allenare la mente

Il sistema di doppi compiti che gli allenatori professionisti applicano ai loro atleti o pazienti in riabilitazione si basa sull‘esposizione a vari stimoli non direttamente correlati fra loro.

Un esercizio interessante per allenare queste qualità mentali può essere quello di posizionare l’atleta davanti allo schermo di un computer in cui un programma mostra degli oggetti casuali. Al termine dell’esercizio, l’individuo deve contare gli oggetti che vede sul monitor.

La difficoltà consiste nel fare questo esercizio durante l’esecuzione del vostro sport. Può essere palleggiare la palla con i piedi per un calciatore o il dribbling per un giocatore di basket.

Questo sistema si è rivelato ideale per il miglioramento delle prestazioni ed è per questo che molti professionisti dello sport lo applicano. Potremmo dire che, più stimoli esterni il cervello è in grado di gestire, maggiore sarà l’attività cerebrale. I doppi compiti sono un ottimo moto di allenare la mente per migliorare le prestazioni.

La gestione delle emozioni

Non solo per un atleta, ma per chiunque, la gestione delle emozioni è indispensabile. Intraprendere un’attività con motivazione ci porterà a farlo al 100%.

Al contrario, farlo con riluttanza ci condurrà a realizzarla in modo mediocre. Le emozioni mentali che il cervello sperimenta vengono trasferite alla nostra prestazione fisica quotidiana.

Sensibilità emozionale

Esempi di perdita del controllo delle emozioni

Quando un atleta professionista si lascia andare alla rabbia e si rivolge in modo aggressivo a un avversario, ottiene un risultato negativo, che può sfociare nella sua espulsione dal gioco.

Allo stesso modo, se una persona subisce un certo tipo di stress sul lavoro o in famiglia, non svolgerà l’esercizio fisico in modo corretto e potrebbe persino assentarsi dalle sessioni.

La varietà è la chiave per migliorare le prestazioni fisiche

A che serve un corpo allenato se il cervello non lo è? Lo stesso principio può essere applicato anche al contrario. L’ideale è realizzare attività diverse a seconda delle diverse parti del corpo. In questo modo, entrambi gli ambiti, fisico e mentale, saranno allenati nella stessa misura.

La fisiologia umana è grata a questo proposito: migliorate qualcosa e vedrete che le altre aree si sentiranno rinforzate. Come disse Aristotele, “il tutto è maggiore della somma delle sue parti”.

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  • Cristina Sáez. El cerebro y el deporte. https://cristinasaez.files.wordpress.com/2011/07/deporte-y-cerebro.pdf
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